Promuovere l’Economia Blu Sostenibile nel Mediterraneo –Ravenna, Italia | 17–18 giugno 2026

La conferenza internazionale “Advancing the Sustainable Blue Economy in the Mediterranean: Forging a Sustainable Blue Economy through Transformative Innovation” ha riunito a Ravenna, il 17 e 18 giugno 2026, decisori politici, organizzazioni di ricerca, leader industriali, attori dell’innovazione e autorità pubbliche per discutere il futuro dell’Economia Blu nel Mediterraneo. 

Organizzato nell’ambito di Ravenna Sea Capital 2026, l’evento è stato promosso da Regione Emilia-Romagna, ART-ER, Blue Ecosystem – BLU-ER Forum, Cluster BIG – Blue Italian Growth, OMC Med Energy Conference & Exhibition e dal Comune di Ravenna

In qualità di co-organizzatore della conferenza, Cluster BIG – Blue Italian Growth ha svolto un ruolo di primo piano nel favorire il dialogo tra ricerca, industria, istituzioni ed ecosistemi dell’innovazione, confermando il proprio impegno nel rafforzare la cooperazione e accelerare la transizione verso un’Economia Blu sostenibile, resiliente e competitiva. 

Nel corso delle due giornate, Cluster BIG ha contribuito attivamente all’elaborazione del dibattito strategico, organizzando sessioni tecniche, facilitando opportunità di networking e promuovendo iniziative collaborative capaci di generare un impatto duraturo nell’intera regione mediterranea. 

La conferenza ha evidenziato come il futuro dell’Economia Blu dipenda da una più forte cooperazione internazionale, da investimenti coordinati, dall’innovazione tecnologica e da una governance efficace in grado di trasformare le sfide ambientali in opportunità di crescita sostenibile. 

Apertura istituzionale: una visione condivisa per il Mediterraneo

La sessione istituzionale inaugurale ha definito il quadro strategico della conferenza, trasmettendo un messaggio comune: il Mediterraneo rappresenta al tempo stesso un’opportunità condivisa e una responsabilità condivisa. 

Il Sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni, ha ribadito l’ambizione della città di diventare un punto di riferimento nazionale e mediterraneo per l’Economia Blu, a seguito della sua designazione a Capitale Italiana del Mare 2026, sottolineando che:

  • l’Economia Blu costituisce uno dei pilastri strategici dello sviluppo economico cittadino;
  • il patrimonio industriale di Ravenna rappresenta una solida base per l’innovazione;
  • la sostenibilità deve guidare lo sviluppo marittimo futuro;
  • le persone restano la principale risorsa del settore, con un ruolo centrale delle donne nella leadership del futuro. L’istituzione del Premio Nazionale DonneMare ha simboleggiato l’impegno a favore dell’inclusione, delle pari opportunità e della leadership femminile nel settore marittimo. 

Francesco Benevolo, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro-Settentrionale, ha evidenziato il ruolo sempre più strategico dei porti come piattaforme per l’innovazione, hub energetici e fattori abilitanti delle transizioni verde e digitale.  Richiamando l’esperienza di Ravenna nel settore offshore, ha sottolineato come lo sviluppo di filiere industriali sostenibili richieda una cooperazione più stretta tra istituzioni, organismi di ricerca, imprese e Paesi mediterranei. 

Michele de Pascale, Presidente della Regione Emilia-Romagna, ha evidenziato che l’Economia Blu non può più essere considerata esclusivamente una leva di crescita economica: deve essere soprattutto un modello di crescita sostenibile. Il suo intervento ha posto l’accento su:

  • l’ambizione dell’Emilia-Romagna di diventare un punto di riferimento europeo per l’Economia Blu sostenibile;
  • la posizione strategica di Ravenna nel bacino del Mediterraneo;
  • l’utilizzo efficace dei programmi di finanziamento europei per tradurre le priorità strategiche in azioni concrete;
  • il forte legame tra sostenibilità e competitività. 

In conclusione, ha sottolineato che la prosperità futura dipenderà dalle persone, dall’innovazione, dagli investimenti e dalla capacità dei territori costieri di trasformare il proprio patrimonio marittimo in opportunità per le generazioni future. 

Un momento particolarmente significativo della conferenza è stato la presentazione ufficiale del riconoscimento Mission Ocean & Waters da parte di Elisabetta Balzi, Active Senior Expert della Direzione Generale Ricerca e Innovazione della Commissione europea. Il riconoscimento è stato conferito alla Regione Emilia-Romagna, al Comune di Ravenna e all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro-Settentrionale. Il premio riconosce l’impegno del territorio nella tutela degli ecosistemi marini, nella promozione dell’innovazione tecnologica e nello sviluppo sostenibile delle aree costiere, rafforzando al contempo la cooperazione mediterranea nell’ambito della Missione UE Ocean & Waters. 

La sessione inaugurale è stata moderata da Giorgio Ricci Maccarini, Presidente di Cluster BIG, che ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra ricerca, industria e istituzioni per accelerare l’innovazione nel Mediterraneo. 

Workshop I3FLOAT: rafforzare gli ecosistemi dell’innovazione nel Mediterraneo

Nell’ambito del programma della conferenza, Cluster BIG ha organizzato il secondo Workshop I3FLOAT, che ha visto la partecipazione di circa 80 rappresentanti di organismi di ricerca, imprese, cluster dell’innovazione, autorità pubbliche e altri stakeholder chiave. 

L’obiettivo del workshop era presentare il progetto I3FLOAT — un ambizioso progetto europeo su larga scala concepito per rafforzare la leadership europea nell’eolico offshore galleggiante attraverso l’innovazione e la collaborazione interregionale — illustrandone l’Agenda Strategica per l’Innovazione e il processo di definizione delle priorità in corso, promuovendo al contempo il dialogo all’interno dell’ecosistema dell’innovazione dell’Economia Blu. 

Durante la sessione, Sara Tedesco, Senior Programme Manager di Cluster BIG, ha presentato gli obiettivi del progetto, il modello di governance e le priorità strategiche. In collaborazione con Pôle Mer Méditerranée (PMM), il workshop ha inoltre illustrato le Open Call I3FLOAT, che hanno suscitato notevole interesse tra i partecipanti. 

L’iniziativa ha beneficiato anche del coinvolgimento attivo del Presidente Giorgio Ricci Maccarini, che ha facilitato il dialogo con i rappresentanti istituzionali, e di Gabriella Gagliardi, Events and Stakeholder Manager, che ha supportato le attività di coinvolgimento degli stakeholder e di networking durante l’intera sessione.  Il vivace dibattito e le opportunità di networking hanno rafforzato la collaborazione tra gli attori dell’innovazione del Mediterraneo, consolidando ulteriormente il percorso verso un’Economia Blu sostenibile e fondata sulla conoscenza

Trasformare il decommissioning offshore: innovazione e percorsi di valore circolare

Uno dei temi centrali della conferenza ha riguardato l’evoluzione del decommissioning offshore: da semplice processo di dismissione delle infrastrutture a opportunità strategica per lo sviluppo dell’economia circolare e dell’Economia Blu. 

I relatori hanno concordato sul fatto che il decommissioning costituisca un processo complesso e articolato, che richiede il rigoroso rispetto dei quadri normativi, delle tutele ambientali e degli standard di sicurezza. Più che rappresentare la fine del ciclo di vita di un’infrastruttura offshore, esso dovrebbe essere sempre più considerato l’inizio di nuove opportunità capaci di generare valore ambientale, economico e sociale. 

Il panel ha concluso che tale transizione non può essere realizzata da un singolo soggetto, ma richiede una collaborazione strutturata tra operatori offshore, autorità di regolamentazione, organismi di ricerca e nuovi attori dell’Economia Blu. Gli operatori offshore sono stati riconosciuti come i naturali coordinatori del processo grazie alle loro competenze tecniche e capacità di gestione degli asset, mentre i regolatori svolgono un ruolo fondamentale nel garantire la certezza giuridica necessaria per consentire soluzioni innovative di riutilizzo. 

È emerso un ampio consenso sul fatto che il principale ostacolo al decommissioning circolare non sia di natura tecnologica, bensì normativa. I partecipanti hanno evidenziato la necessità di quadri legislativi chiari in materia di riutilizzo delle infrastrutture offshore, trasferimento della proprietà e responsabilità a lungo termine, oltre all’introduzione di incentivi pubblici in grado di sostenere modelli di business innovativi e accelerarne l’applicazione su scala industriale.

Dal decommissioning al valore circolare: la prospettiva di Eni

Carlos Friederichs e Stefano Salustro di Eni hanno illustrato come le infrastrutture offshore prossime alla fine della loro vita operativa possano trasformarsi in risorse preziose per l’Economia Blu attraverso approcci circolari basati su riutilizzo, valorizzazione ambientale e innovazione. 

Tra gli esempi presentati vi è il progetto Artificial Reefs di Eni, sviluppato in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche (UnivPM) e WSP, e supportato da una specifica campagna di monitoraggio offshore. L’iniziativa mira a valutare il potenziale ecologico delle piattaforme offshore attraverso lo studio della biodiversità associata alle strutture marine esistenti nel Mare Adriatico. La valutazione scientifica comprende:

  • ispezioni visive mediante ROV e videocamere subacquee;
  • mappatura dei fondali tramite rilievi acustici Side Scan Sonar;
  • monitoraggio ambientale attraverso misure CTD, analisi dei sedimenti e campionamento delle acque;
  • indagini biologiche per caratterizzare le comunità marine associate alle strutture offshore. 

I risultati preliminari dimostrano che le piattaforme offshore possono svolgere la funzione di barriere artificiali, sostenendo habitat marini altamente complessi e caratterizzati da elevata biodiversità. Le indagini hanno inoltre rilevato la presenza di specie protette, habitat prioritari ed Ecosistemi Marini Vulnerabili, evidenziando il significativo valore ambientale di tali infrastrutture. 

L’esperienza di Eni ha evidenziato anche l’importanza dell’approccio 3R – Reuse, Recycle, Reduce (Riutilizzare, Riciclare, Ridurre) per massimizzare la vita utile degli asset offshore, minimizzare le emissioni di carbonio e migliorare l’efficienza nell’uso delle risorse. 

In linea con tale approccio, la piattaforma WD89 nel Golfo del Messico rappresenta un esempio di successo. La struttura è stata dismessa attraverso il programma Rig-to-Reef (RtR), che ha previsto la rimozione delle strutture di superficie e il trasferimento della jacket presso un sito autorizzato destinato a barriera artificiale. Approvato nel 2021 e completato nel 2022, il progetto ha consentito di preservare un habitat marino consolidato, incrementare biodiversità e risorse ittiche e ridurre gli impatti ambientali associati alla rimozione completa della struttura e al suo smaltimento a terra. 

Nuove opportunità oltre l’energia: infrastrutture offshore per l’innovazione digitale

Maxie Reynolds (Subsea Cloud) ha presentato una visione innovativa per il riutilizzo delle infrastrutture offshore oltre gli impieghi tradizionali dell’Economia Blu. 

Ha evidenziato come la crescente domanda di data center stia superando la disponibilità di terreni e la capacità delle reti elettriche, mentre la garanzia di un approvvigionamento energetico continuo rappresenta una sfida crescente. Parallelamente, molte piattaforme offshore per petrolio e gas stanno raggiungendo la fine della propria vita operativa. 

In questo contesto, il riutilizzo delle piattaforme offshore dismesse come data center offshore rappresenta una soluzione circolare promettente, capace di trasformare asset industriali esistenti in infrastrutture digitali strategiche. Grazie all’utilizzo delle fondazioni esistenti, delle connessioni energetiche e delle infrastrutture marine già disponibili, tali impianti potrebbero accelerare significativamente la realizzazione di nuovi data center riducendo il consumo di suolo e la pressione sulle reti elettriche terrestri. 

I contributi di Eni e Subsea Cloud hanno mostrato come il decommissioning circolare possa evolversi oltre la semplice riqualificazione ambientale, trasformandosi in un catalizzatore per nuovi ecosistemi industriali in grado di integrare conservazione marina, innovazione digitale e sviluppo economico sostenibile nell’ambito dell’Economia Blu mediterranea. 

L’economia circolare in pratica: il contributo di CESTHA

Un esempio concreto di sviluppo offshore circolare è stato presentato da Linda Albonetti, del CESTHA – Centro Sperimentale per la Tutela degli Habitat di Ravenna. 

Il suo intervento ha dimostrato come le infrastrutture offshore possano continuare a generare valore ambientale, sociale ed economico anche dopo la conclusione della loro funzione originaria. Le parti sommerse delle piattaforme aumentano infatti la complessità degli habitat e favoriscono la biodiversità marina, mentre le strutture emerse offrono aree di sosta e nidificazione per numerose specie di uccelli. 

La presentazione ha inoltre illustrato con successo un modello locale di economia circolare basato sulla mitilicoltura sostenibile, dimostrando come il decommissioning circolare possa diventare un’opportunità concreta per coniugare tutela ambientale, occupazione locale e sviluppo economico. 

Le infrastrutture offshore come patrimonio scientifico

Durante la sessione dedicata al decommissioning, Gianmaria Sannino (ENEA) ha presentato una visione innovativa sul futuro riutilizzo delle infrastrutture offshore. Piuttosto che considerarle asset obsoleti, tali strutture possono trasformarsi in infrastrutture permanenti e distribuite a supporto di:

  • osservazione oceanografica;
  • monitoraggio ambientale;
  • ricerca scientifica marina;
  • sviluppo del Digital Twin Ocean;
  • previsione climatica e oceanica;
  • innovazione nei servizi marini e costieri. 

L’intervento ha evidenziato l’importanza strategica di integrare ricerca scientifica, infrastrutture industriali e politiche pubbliche per rafforzare la resilienza del Mediterraneo e migliorare la gestione degli ecosistemi marini

Priorità strategiche per l’Economia Blu del Mediterraneo

Nel corso della conferenza, esperti e stakeholder hanno affrontato numerosi temi strategici destinati a plasmare il futuro del settore. Le discussioni hanno costantemente evidenziato come una collaborazione più intensa tra Paesi, istituzioni, organismi di ricerca e industria sia essenziale per accelerare l’innovazione e costruire filiere dell’Economia Blu resilienti e competitive. 

Riunendo decisori politici, ricercatori, imprese e attori dell’innovazione provenienti dall’Europa e dall’intero bacino mediterraneo, la conferenza “Advancing the Sustainable Blue Economy in the Mediterranean” ha confermato il ruolo crescente di Ravenna come polo internazionale per l’innovazione marittima e ha dimostrato che la cooperazione resta il motore più efficace per costruire un’Economia Blu sostenibile, resiliente e competitiva. 

Gabriella Gagliardi

Events & Stakeholders Manager, Cluster BIG

Advancing the Sustainable Blue Economy in the Mediterranean – Ravenna, Italy | 17–18 June 2026

Event Report

Ravenna, Italy | 17–18 June 2026

The international conference “Advancing the Sustainable Blue Economy in the Mediterranean: Forging a Sustainable Blue Economy through Transformative Innovation” brought together policymakers, research organisations, industry leaders, innovation actors and public authorities in Ravenna on 17–18 June 2026 to discuss the future of the Mediterranean Blue Economy.

Organised within the framework of Ravenna Sea Capital 2026, the event was promoted by Regione Emilia-Romagna, ART-ER, Blue Ecosystem – BLU-ER Forum, Cluster BIG – Blue Italian Growth, OMC Med Energy Conference & Exhibition, and the Municipality of Ravenna.

As co-organiser of the conference, Cluster BIG – Blue Italian Growth played a leading role in facilitating dialogue among research, industry, institutions and innovation ecosystems, confirming its commitment to strengthening cooperation and accelerating the transition towards a sustainable, resilient and competitive Blue Economy.

Throughout the two-day event, Cluster BIG actively contributed to shaping the strategic discussions, organising technical sessions, facilitating networking opportunities and promoting collaborative initiatives capable of generating long-term impact across the Mediterranean region.

The conference highlighted that the future of the Blue Economy depends on stronger international cooperation, coordinated investment, technological innovation and effective governance capable of transforming environmental challenges into opportunities for sustainable growth.

Institutional Opening: A Shared Vision for the Mediterranean

The opening institutional session set the strategic framework for the conference, delivering a common message: the Mediterranean represents both a shared opportunity and a shared responsibility.

Mayor of Ravenna Alessandro Barattoni reaffirmed Ravenna’s ambition to become a national and Mediterranean reference point for the Blue Economy following its designation as Italy’s Capital of the Sea 2026. He underlined that:

  • the Blue Economy is one of the city’s strategic economic pillars;
  • Ravenna’s industrial heritage provides a strong foundation for innovation;
  • sustainability must guide future maritime development;
  • people remain the sector’s greatest asset, with women playing a central role in future leadership.

The launch of the DonneMare National Award symbolised the commitment to promoting inclusion, equal opportunities and female leadership within the maritime sector.

Francesco Benevolo, President of the Port System Authority of the Central-Northern Adriatic Sea, highlighted the rapidly evolving role of ports as innovation platforms, energy hubs and key enablers of both the green and digital transitions. Drawing on Ravenna’s offshore expertise, he emphasised that sustainable industrial value chains can only be developed through stronger cooperation among institutions, research organisations, industry and Mediterranean countries.

Michele de Pascale, President of the Emilia-Romagna Region, stressed that the Blue Economy is no longer simply about economic growth—it is about sustainable growth. His intervention highlighted:

  • Emilia-Romagna’s ambition to become a European leader in the Sustainable Blue Economy;
  • Ravenna’s strategic position within the Mediterranean basin;
  • the effective use of European funding programmes to translate strategic priorities into concrete actions;
  • the strong relationship between sustainability and competitiveness.

He concluded by emphasising that future prosperity will depend on people, innovation, investment and the capacity of coastal territories to transform maritime heritage into opportunities for future generations.

A particularly significant moment of the conference was the official presentation of the Mission Ocean & Waters Recognition by Elisabetta Balzi, Active Senior Expert at the European Commission’s DG Research & Innovation.The recognition was awarded to Emilia-Romagna Region, Municipality of Ravenna, Port System Authority of the Central-Northern Adriatic Sea.

The award acknowledges the territory’s commitment to protecting marine ecosystems, promoting technological innovation and supporting sustainable coastal development while strengthening Mediterranean cooperation within the framework of the EU Mission Ocean & Waters.

The opening session was moderated by Giorgio Ricci Maccarini, President of Cluster BIG, who highlighted the importance of collaboration between research, industry and institutions to accelerate innovation across the Mediterranean.

I3FLOAT Workshop: Strengthening Mediterranean Innovation Ecosystems

As part of the conference programme, Cluster BIG organised the second I3FLOAT Workshop, attended by approximately 80 participants representing research organisations, companies, innovation clusters, public authorities and other key stakeholders.

The workshop aimed to present the I3FLOAT project – an ambitious European large-scale project designed to strengthen Europe’s leadership in floating wind energy by fostering innovation and interregional collaboration – its Strategic Innovation Agenda, and the ongoing prioritisation process while fostering dialogue across the Blue Economy innovation ecosystem.

During the session, Sara Tedesco, Senior Programme Manager at Cluster BIG, introduced the project’s objectives, governance model and strategic priorities. In collaboration with Pôle Mer Méditerranée (PMM), the workshop also presented the I3FLOAT Open Calls, which attracted considerable interest from participants. The workshop further benefited from the active involvement of Giorgio Ricci Maccarini, who facilitated dialogue with institutional representatives, and Gabriella Gagliardi, Events and Stakeholder Manager, who supported stakeholder engagement and networking activities throughout the session.

The lively discussion and networking opportunities reinforced collaboration among Mediterranean innovation actors and further strengthened the momentum towards a sustainable, knowledge-driven Blue Economy.

Transforming Offshore Decommissioning Innovation and Circular Value Pathways

One of the conference’s central themes focused on the evolution of offshore decommissioning from a process centred on infrastructure removal to a strategic opportunity for circular economy and Blue Economy development.

Speakers agreed that decommissioning is a complex, multi-stage process requiring strict compliance with legislative frameworks, environmental safeguards and safety standards. Rather than representing the end of an offshore asset’s lifecycle, decommissioning should increasingly be viewed as the beginning of new opportunities capable of generating environmental, economic and social value.

The panel concluded that this transition cannot be delivered by a single stakeholder but requires structured collaboration among offshore operators, regulatory authorities, research organisations and emerging Blue Economy actors. Offshore operators were recognised as the natural orchestrators of the process thanks to their technical expertise and asset management capabilities, while regulators play a fundamental role in creating the legal certainty needed to enable innovative reuse solutions.

A strong consensus emerged that the main barrier to circular decommissioning is not technological but regulatory. Participants stressed the need for clear legislative frameworks governing the repurposing of offshore infrastructure, ownership transfer and long-term liability, alongside public incentives capable of supporting innovative business models and accelerating industrial-scale deployment.

From Decommissioning to Circular Value: Eni’s Perspective

Carlos Friederichs and Stefano Salustro from Eni illustrated how offshore infrastructures approaching the end of their operational life can become valuable assets for the Blue Economy through circular approaches based on reuse, environmental enhancement and innovation.

A key example presented was Eni’s Artificial Reefs initiative, developed in collaboration with Università Politecnica delle Marche (UnivPM) and WSP, and supported by a dedicated offshore monitoring campaign. The initiative aims to assess the ecological potential of offshore platforms by analysing the biodiversity associated with existing marine structures in the Adriatic Sea.

The scientific assessment combines several complementary activities, including:

  • visual inspections using remotely operated vehicles (ROVs) and underwater cameras;
  • seabed mapping through Side Scan Sonar acoustic surveys;
  • environmental monitoring based on CTD measurements, sediment analysis and water sampling;
  • biological surveys to characterise marine communities associated with offshore structures.

Preliminary results demonstrate that offshore platforms can function as artificial reefs, supporting highly complex marine habitats characterised by rich biodiversity, structured benthic communities and bioconstructions. Surveys have also identified the presence of protected species, priority habitats and Vulnerable Marine Ecosystems, highlighting the significant environmental value of these infrastructures. Furthermore, the exclusion of bottom trawling around offshore installations has created protective zones where marine life can recover and flourish, reinforcing their ecological role within the Adriatic ecosystem.

The Eni experience also highlighted the importance of adopting the 3R approach — Reuse, Recycle and Reduce — to maximise the useful life of offshore assets, minimise carbon emissions and improve resource efficiency while supporting the transition towards a more circular offshore industry.

WD89 Platform (Eni, Gulf of Mexico) represents a successfull exemple of this approach. The platform was decommissioned through the Rig-to-Reef (RtR) Program, involving topside removal and relocation of the jacket to an approved artificial reef site. Approved in 2021 and completed in 2022, the project represents a solution that also preserved an established marine habitat, enhanced biodiversity and fish populations, and reduced the environmental impacts associated with full structure removal and onshore disposal, demonstrating a sustainable end-of-life reuse of offshore infrastructure. 

By retaining the jacket as an artificial reef, the RtR approach conserved an existing ecosystem, supported marine life, reduced high-impact decommissioning activities, and minimized energy use and emissions associated with transport and dismantling. The project represents a recognized and regulator-supported example of environmentally sustainable offshore decommissioning.

New Opportunities Beyond Energy: Offshore Infrastructure for Digital Innovation

Maxie Reynolds (Subsea Cloud) presented an innovative vision for the future reuse of offshore infrastructure beyond traditional Blue Economy applications.

She highlighted that the rapidly growing demand for data center infrastructure is increasingly exceeding both available land and electricity grid capacity, while ensuring reliable 24/7 power remains a significant challenge as renewable energy systems continue to expand. At the same time, a growing number of offshore oil and gas platforms are approaching the end of their operational life.

In this context, repurposing decommissioned offshore platforms as offshore data centres represents a promising circular solution capable of transforming existing industrial assets into strategic digital infrastructure. By leveraging existing offshore foundations, energy connections and marine infrastructure, these facilities could significantly accelerate data centre deployment while reducing land consumption and easing pressure on terrestrial electricity grids. The concept also opens up new economic opportunities by extending the operational value of offshore assets, creating innovative business models and supporting carbon reduction strategies through more efficient infrastructure utilisation.

Together, the contributions from Eni and Subsea Cloud demonstrated how circular decommissioning can evolve beyond environmental restoration, becoming a catalyst for new industrial ecosystems that integrate marine conservation, digital innovation and sustainable economic development within the Mediterranean Blue Economy.

Circular Economy in Practice: The Contribution of CESTHA

A concrete example of circular offshore development was presented by Linda Albonetti Senior Researcher of CESTHAExperimental Center for Habitat Conservation of Ravenna. Her contribution demonstrated how offshore infrastructures can generate environmental, social and economic value long after the end of their original operational life.

The submerged sections of offshore platforms contribute to increasing habitat complexity, creating shaded underwater environments that support marine biodiversity, while the emerged structures provide resting and nesting opportunities for several bird species. The presentation also showcased a successful local circular economy model centred on sustainable mussel farming. This experience clearly demonstrated that circular decommissioning can become an opportunity to generate lasting environmental protection, local employment and economic development simultaneously.

Offshore Infrastructure as Scientific Assets

During the decommissioning session, Gianmaria Sannino (ENEA) presented an innovative vision for the future reuse of offshore infrastructures. Rather than considering decommissioned platforms as obsolete assets, they can become permanent distributed infrastructures supporting:

  • ocean observation;
  • environmental monitoring;
  • marine scientific research;
  • Digital Twin Ocean development;
  • climate and ocean forecasting;
  • innovation in marine and coastal services.

His presentation highlighted the strategic importance of integrating scientific research, industrial infrastructure and public policy to strengthen Mediterranean resilience and improve the management of marine ecosystems.

Strategic Priorities for the Mediterranean Blue Economy

Throughout the conference, experts and stakeholders addressed several strategic themes shaping the future of the sector. The discussions consistently highlighted that stronger collaboration among countries, institutions, research organisations and industry will be essential to accelerate innovation and create resilient Blue Economy value chains.

By bringing together decision-makers, scientists, businesses and innovation actors from across Europe and the Mediterranean, Advancing the Sustainable Blue Economy in the Mediterranean reaffirmed Ravenna’s growing role as an international hub for maritime innovation and demonstrated that cooperation remains the most powerful driver for building a sustainable, resilient and competitive Blue Economy.

Gabriella Gagliardi

Events & Stakeholders Manager, Cluster BIG

I nostri soci

Il Cluster BIG riunisce una rete di eccellenza composta da università, enti di ricerca, aziende e enti pubblici che operano nel settore della blue economy.

La collaborazione e la condivisione di competenze tra i nostri associati rappresentano il motore trainante dell’innovazione e della crescita sostenibile del settore.

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