
La riforma della portualità italiana si sta concretizzando con il varo di Porti d’Italia S.p.A., una nuova società pubblica, concepita come una “super Authority” di diritto privato.
L’obiettivo primario di questa entità è coordinare gli investimenti, le opere strategiche e i rapporti tra lo Stato e le 16 Autorità di Sistema Portuale (AdSP), sviluppando la “Rete italiana della portualità”. Questa funzione di coordinamento è cruciale per la gestione strategica e sistemica di grandi infrastrutture marittime.
La piena efficacia della riforma sarà raggiunta attraverso la capacità di Porti d’Italia S.p.A. di agire oltre il perimetro delle sole AdSP attuando un coordinamento e una sinergia con le altre Amministrazioni coinvolte nelle procedure autorizzative ed in quelle operative, anche al fine di evitare impatti sui tempi e sui costi della realizzazione delle infrastrutture e superare eventuali disomogeneità create dal decentramento amministrativo.
Quando non vi è una omogeneità applicativa o interpretativa della normativa, soprattutto in materie sensibili come regole ambientali, di security e safety, possono generarsi fattori distorsivi della concorrenza all’interno dello stesso sistema nazionale.

