Il Cluster BIG al 2° Summit Nazionale sull’Economia del Mare Blue Forum

Il presidente del Cluster Tecnologico Nazionale BIG Giovanni Caprino è intervenuto ai lavori del 2° Summit Nazionale sull’Economia del Mare Blue Forum che si sono tenuti dal 25 al 27 maggio a Gaeta.

L’evento, organizzato dalla Camera di Commercio Frosinone Latina, insieme alla sua Azienda Speciale Informare e a OsserMare, in collaborazione con Unioncamere, Assonautica Italiana e Blue Forum, è stato l’occasione per contribuire alla definizione del Piano del Mare e alla costruzione della strategia marittima nazionale, grazie anche alla presenza di numerosi rappresentanti del Governo italiano, guidati dal Ministro per le Politiche del Mare Nello Musumeci.

“In questi giorni è emerso che il mare è un’opportunità” – così ha esordito il presidente Caprino durante il suo intervento alle Blue Audition. “Si è parlato di innovazione e io voglio ricordare qui che noi ci posizioniamo ai primi posti nel mondo proprio per la nostra alta tecnologia. Mai come in questo momento dobbiamo mettere a fattor comune tutto il sistema. 
Come cluster tecnologico nazionale, cerchiamo di mettere insieme l’intero processo che unisce innovazione, ricerca e alta tecnologia industriale.
Bisogna cavalcare l’onda che, oggi come non mai, ci dà la possibilità per lavorare in questa direzione”.

“Dobbiamo accelerare” – ha aggiunto Caprino“tutto il processo che colloca l’innovazione tecnologica e la trasversalità tra i fattori essenziali di competitività nella Blue Economy. Questo mi sembra decisamente importante. 
Io ricordo alcuni miracoli che sono successi in Italia: la cantieristica e la metalmeccanica erano considerati una tecnologia povera per i paesi emergenti e oggi siamo leader nel mondo nella costruzione delle navi ad alta tecnologia. Siamo un top player e questo dimostra quanto l’innovazione e la tecnologia siano importanti e quanto sia importante oggi utilizzarle in maniera trasversale, per la pesca, per la salvaguardia, per la sostenibilità ambientale e sociale, per l’integrazione con la riva sud, tutte filiere per cui c’è questa necessità di integrazione”.

La parola chiave per il Piano del Mare dunque è trasversalità.

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